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Matteo Angrisano sorride e applaude con gli ospiti durante un matrimonio, in camicia bianca, gilet e papillon
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Matteo Angrisano, illusionista e mentalista

Sono nato a Milano, in via Domodossola, dove ha sede il Club Magico Italiano. Io non la chiamo coincidenza: come dico sempre, non ci sono coincidenze, solo frequenze.

Cresciuto dietro le quinte

Mio fratello, il mago Lyon Harvey, ha nove anni più di me. Da che ho memoria, in casa nostra la magia c'è sempre stata: da bambino giravamo piccoli video in cui sparivo davanti alla telecamera.

Da ragazzo sono diventato il suo assistente, e poi quello di altri professionisti. Guardare i maestri al lavoro da dietro le quinte, sul palco e a un passo dal pubblico, è stata la scuola più preziosa che potessi avere.

Tre minuti, tre mesi

A tredici anni gli suggerii come far apparire una colomba nel suo nuovo numero. L'idea funzionò, e mi volle accanto a costruirlo: tre mesi di lavoro per tre minuti di scena.

La sera in cui lo vidi esibirsi mi commossi. Era estate, a Ceriale. Camminai fino a un pontile, guardai il cielo sopra il mare e dissi: io voglio essere un mago.

La formazione

Poi il primo mazzo di carte, i libri, i video. Ho frequentato il Club Arte Magica di Milano, presieduto da Raul Cremona, e lì ho conosciuto molti dei prestigiatori che hanno fatto la storia della magia lombarda.

Ho studiato monetomagia con Tony Polli, campione europeo della specialità; Leonardo Carrassi è stato uno dei miei maestri. A diciotto anni, finita la scuola, ho deciso di provarci davvero. Da tredici anni la magia è il mio lavoro.

Illusionista e mentalista

Nell'illusionismo creo qualcosa di così reale da sembrare vero, davanti agli occhi di chi guarda. Nel mentalismo l'impossibile diventa personale: il nome di una persona cara, una scelta che era già scritta.

Ogni effetto ha una storia, ogni serata il suo tono: leggero e divertente, oppure sobrio e suggestivo. La grande arte del mago, per me, è sapersi adattare.

Con chi ho lavorato

Per una serata Zegna, la magia è passata di mano in mano fra gli invitati con mazzi di carte che portavano il loro marchio. A bordo delle navi Corsica Ferries ho accompagnato le notti di Capodanno: prima le grandi illusioni sul palco, poi il close-up fra i tavoli.

Ho lavorato anche per la pubblicità e il video, con Kinder, Inter e Old Wild West, e sono salito sul palco del Casinò di Campione accanto a mio fratello.

Perché lo faccio

Viviamo con gli occhi sui telefoni, e l'arte dal vivo è sempre più rara. Mi piace vedere la tensione scivolare via dalle spalle delle persone, sentirle ridere, stupirsi, a volte commuoversi. Quello che cerco è portarle fuori dal mondo per qualche minuto, e poi riportarle alla realtà.

Alla fine dei miei spettacoli lo dico sempre: siate magici con la vita, lei sarà magica con voi.

  • Italia’s Got Talent
  • Casinò di Campione

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